domenica 20 gennaio 2008

Vi saluto.

Un saluto a voi tutti che siete passati di qui tutto questo tempo.
Scendo dalla giostra per andare a cercare nuovi gettoni.
Forse, un giorno, mi troverete di nuovo.
Forse.

"Finito il tempo di cantare insieme si chiude qui la pagina in comune il mondo si è fermato, io ora scendo qui..."
[Ti lascio una canzone - Gino Paoli]


Ancor piu' Nel così blu...

Prese le sue cose quella sera.
E fu l'ultima volta.
Riempì la valigia di abiti, foto e ricordi; l'aveva persa.
E non l'avrebbe piu' trovata.
Gl'occhi a quella immagine, dove l'abbracciava complice d'uno sguardo.
L'unica foto, là su quel comò, davanti al letto; quello che era stato il loro.
Fermò l'istante davanti alla finestra sul mare.
Gabbiani lontani volavano in cerchio nel tramonto fuoco d'un cielo irlandese.
Il mare, piatto, serviva malinconie quella sera.
Il loro primo bacio era lì con lui. Ma quelle labbra, no.
E non le avrebbe piu' riassaporate.
Vide accendersi lentamente i primi lampioni là fuori;e pensò ai suoi occhi.
A quel blu che avevano rubato al cielo il tanto che bastava per farli volare entrambi con un solo paio d'ali...
Rincontrò quei gabbiani; quei gabbiani che al suo sguardo lentamente si spensero all'orizzonte.
Forse avrebbe di nuovo imparato a volare.
Forse...
Ma ora solo le sue gambe potevano portarlo all'aeroporto.
E una sola valigia le avrebbe fatto da compagna di viaggio.
Toccò il suo cuscino, lo annusò, lo strinse e, per l'ultima volta, lo accarezzò, lasciandogli in cambio una lacrima.
Prese quel vaso con l'amore con cui solo lui poteva toccarlo.
Spense le ultime luci e per l'ultima volta voltò la testa verso la loro camera.
Là, il buio avrebbe riempito il silenzio e custodito quell'unica foto lasciata al destino.
Chiuse la porta della stanza, percorse il corridoio e arrivò all'ingresso.
Tolse la chiave dai pantaloni e la girò nella toppa fino a farle fare il secondo giro.
Si fermo' a vedere la loro casa quei secondi necessari per asciugare con la manica della giacca i suoi occhi.
Dentro lasciava i suoi migliori anni: i loro sorrisi, i loro abbracci, le loro lacrime, la loro vita; e tutto il resto.
Prese da sotto il braccio il vaso e si diresse verso il mare.
Lo strapiombo ne interruppe i passi e, baciandolo un'ultima volta, lo guardò, fermo sul ciglio della scogliera...
"Se dovrà capitare, Amore, voglio che mi lasci al mare, a questo mare che amo quasi quanto te e che ci ha regalato i sogni piu' belli..." ricordò quelle parole, che le aveva sentito dire l'autunno precedente, quando l'ospedale le aveva concesso il suo ultimo regalo: casa sua...
"Promettimi che lo farai, Amore. Promettimi ora che mi lascerai a questa nostra parte d'Infinito, quella che c'ha visto crescere insieme e che tanto ci ha regalato in questi anni. Dimmi che lo farai, quando dovrà succedere. Dimmi che lo farai..." e ne sentì ancora l'eco ..."Dimmi che lo farai"...
Sorrise alle sue lacrime. "Si" si disse "La mia parola è l'ultima cosa che ho da darti".
Lascio' cadere i suoi resti, quelli che avrebbe per sempre voluto custodire.
Quello che di lei gli poteva restare.
Ma l'Amore vinse anche quella volta.
E il mare raccolse l'ultimo suo desiderio, il loro...
Prese le chiavi delle casa, fece loro fare un salto per aria prima che il palmo le ristrinse.
Guardò il mare e la casa. La casa e il mare.
Se morte doveva essere, anche quella casa avrebbe conosciuto la stessa fine.
Poteva appartenere solo a loro.
E non avrebbe conosciuto altri amori.
Le bacio' e le lancio' nel baratro che portava al profondo blu.
Stavolta furono lacrime senza sorrisi.
Voltò le spalle al mare, prese la sua valigia e s'incamminò verso la sera.
Si spense il suono dei passi, in quell'angolo d'Infinito.
Solo le luci dei lampioni lungo la strada avrebbero saputo; e quella casa.
La loro.

"Abbiamo insieme ingoiato il sole, dipinto d’infinito il mare. E me ne andai, e navigai e non lo so se piu’ tornai"
[Nel così blu' - Zucchero]




Photo: "By the beach" di - Andreas Droussiotis -

mercoledì 9 gennaio 2008

A New Orleans, alle notti...

Cerco' qualcuno che gli facesse compagnia in quella lunga notte.
Si prese la strada con i suoi stivali di cuoio nero e camminò.
Camminò parecchio quella notte.
New Orleans pareva fargli da madre; i porticati in legno su cui muoveva i passi parevano fatti di pensieri e d'una winston.
La sua cenere sembrava renderlo piu' consistente, il fumo a fargli da impermeabile lungo e nero; nero come quella notte, che pareva non trovare riposo.
Il ricordo di lei gli volgeva lo sguardo alla strada.
A sinistra, case. E saloon.
Lontano una musica, ovattata.
"Nothin' is shakin'/ Nothin' but me and the rent /Jesus is breaking /Why'm I back here again?" pareva dire... I passi del cuio continuavano a carezzare la pedana di vecchio pino.
E quel blues lontano, d'un tratto fu vicino."Mama! Saving my soul for me Saving my soul for me..."
Si guardò intorno, entrò, prese la sua budweiser e fermò il tempo intorno al tavolo piu' solitario, vicino una finestra, lontano dal mondo.
"Mama! Saving my soul for me Saving my soul for me..." ripeteva quella voce..."Mama! Saving my soul for me Saving my soul for me..."
E i ricordi piansero soli, quella notte.
Non versò una lacrima dal suo volto, ma solo qualche "Vaffanculo".
Lei c'era ed era là, senza birra, difronte a lui.
E non voleva saperne di andarsene.
Voltò lo sguardo alla finestra; scorse il Mississipi.
Le sue rive, quella notte, gli sarebbero state complici in quell'assassinio, se solo lo avesse voluto.
"Vaffanculo!!!" le disse picchiando sul tavolo... "Vaffanculo, merda di fantasma"...
E un altra winston accese nuova vita.
Lascio' che il fumo avvolgesse il suo ghetto posto, s'alzo', prese dalla tasca il verdone, lo bloccò col posacenere e lascio' quel brandello di mozzicone in bilico sulla fumiera.
Si girò un'ultima volta verso il "suo" angolo e vide i fumi avvinghiare quella maledetta figura.
Salutò con un cenno il barman, alzò il bavero della giacca, se l'abbottonò e, uscito, prese la strada del porto nella nebbia di quella notte.
E fu ancora il solo compagno di se stesso.
I suoi stivali logori lo trascinarono lontano, sempre di piu' e, ancor di piu'; come se quella notte lo stesse trascinando lentamente a lei.
Si vide quel punto divenire fine, mentre il vento inizio' a cantare....
"Mama! Saving my soul for me Saving my soul for me..."