martedì 29 aprile 2008

Ti lascio una canzone

TI LASCIO UNA CANZONE
(Gino Paoli)


Finito il tempo di cantare insieme
si chiude qui la pagina in comune
il mondo si è fermato io ora scendo qui
prosegui tu, ma non ti mando sola…

Ti lascio una canzone
per coprirti se avrai freddo
ti lascio una canzone da mangiare se avrai fame
ti lascio una canzone da bere se avrai sete
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me….

Ti lascio una canzone da indossare sopra il cuore
ti lascio una canzone da sognare quando hai sonno
ti lascio una canzone per farti compagnia
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me…
a chi non amerai senza di me…



(A chi ho dato gli anni miei piu' belli e per intero il cuore...)





giovedì 24 aprile 2008

Un grazie di cuore

Ringrazio l'amico e scrittore Marco Diana ("La musica in gola", il suo libro) e il suo Paesedombre per avermi regalato l'attenzione nella rubrica "Ospite del giorno".

A lui va un caro saluto e un abbraccio e, chiunque ne sia interessato, puo' dare uno sguardo alle due parti che compongono la presentazione del sottoscritto.



domenica 20 aprile 2008

"Di una cosa sono contenta, del sapere che, indipendentemente da tutto, ci sarà sempre qualcuno che mi vorrà bene [ama], un bene [amore] incondizionato, che nonostante i vari litigi (e noi litighiamo moltissimo) basta uno sguardo per dimenticare tutto"

Scrivevi questo nel tuo blog, nel tuo ultimo post, riferendoti alla bambina; credo che il bene di cui tu parli si chiami amore.
Lei semplicemente ti ama.
"Non sono che una briciola"...lo sento ancora, l'ho sempre sentito...
Oggi ancora di piu'.
Voglio usare quella tua frase perchè la sento mia, perchè di lei e di quello che prova sei sicura...e spero un giorno potrai di nuovo sentirlo anche di me e lasciare di nuovo socchiusa la porta.

Ci sarai sempre, ogni giorno, nel mio cielo...




"....Invece di guardare Il sole sorgere E miracolosamente non Ho smesso di sognare E miracolosamente Non riesco a non sperare E se c'è un segreto E' fare tutto come Se vedessi solo il sole..." [Qualcosa che non c'è - Elisa]


martedì 15 aprile 2008

Nulla da aggiungere

Io=Sarcofago

"Ho sepolto macigni.
Li ho fatti morire in me per sempre.
Io son la terra
che nasconde vermi.
Son la tomba
di un amante morto."
[da Quello che le foglie non dicono - pag.52]

sabato 5 aprile 2008

Metadiscorsi pseudofilosofici. E di dubbio senso...

"Perchè di te mi pesano ancora i poi e i dopo, i ma e i se, i forse e soprattutto i mai."
[PERCHE' DI TE, tratta da "Attimi d'abisso" - Stefania Calledda, 2008]


"Baite aspettan ricordi
d’un visionario,
che d’un amore
fece la sua vita
e di questa illusione
un sogno eterno."

[da "Quello che le foglie non dicono", pg. 67 - 2007]


Fu il passato a raccoglierle. Erano parole che avevo respinto tanto quanto la realtà.
Avevo pensato un giorno che con facilità le avrei cancellate; una semplice linea di penna, messa sopra, ne avrebbe nascosto le lettere e mascherato significati.
Poi toccò alla carta.
Pensai che l'appallottolarla potesse chiudere definitivamente quelle righe, stritolarle, strangolarle. Ucciderle.
Ma fui così ingenuo da non pensare che così le avrei preservate ancor di piu'; dal mio sguardo, da quello altrui, dalla polvere...
Un taglio. Sarebbe bastato un semplice taglio.
Fare in 32 pezzi quel foglio, sarebbe stato sufficiente a far morire il passato.
Ma, chissà come mai, il passato non muore mai...
Torna sempre sul "luogo del delitto"; la vita.
Da perfetto assassino lascia che sia il tempo il suo unico complice.
Il tempo...
Infinito, silenzioso, incalzante. Perfetto.
Ma Cronos - da buon greco - torna sempre al punto di partenza.
Ciclico, si mangia la coda e di essa s'alimenta.
La coda...il suo passato.
Ecco l'unico frutto che la vita rinnova con se stessa.
Ecco il frutto maturare, lentamente, e divenire sempre piu' grande, e ancora piu' grande...
La vita in fondo non è che il passato che cresce e che si fagocita i nostri frammenti di presente.
Il futuro è lo scarto che rimane; il tempo di attesa tra una pietanza ed un'altra, tra un presente e l'altro.
Ma se quel foglio appallottolato non è piu' lo "scarto" del mio passato, se è diventato esso stesso un nuovo foglio, una pagina numerata dentro un libro e dopo un titolo, ora so che è passato anch'esso, bloccato da una data di stampa su un passato piu' recente -si - ma pur sempre passato.
Ma Cronos impera...
Il tempo, fermato sui versi d'una pagina stampata, si rinnova.
Ed ecco farsi futuro negl'occhi di altri piu' giovani lettori che verranno; eccolo concedersi come una puttana le cui cosce son le copertine.
Sotto, niente mutande. Tutto in vista, senza pudore.
Ci si concede nelle pagine perchè "si è amato" ma, anche, per "sentirsi amare"...


"I poeti sono privi di pudore verso le loro esperienze interiori: le sfruttano."
[Friedrich Wilhelm Nietzsche]

"Mi sferza l'anima al pensiero. Colei che a tutti prima o poi si concede."
[da "Istantanee di Pensiero" - Rossana Abis, 2005]