"
Perchè di te mi pesano ancora i poi e i dopo, i ma e i se, i forse e soprattutto i mai."
[PERCHE' DI TE, tratta da "Attimi d'abisso" - Stefania Calledda, 2008]
"Baite aspettan ricordi
d’un visionario,
che d’un amore
fece la sua vita
e di questa illusione
un sogno eterno."
[da "Quello che le foglie non dicono", pg. 67 - 2007]
Fu il passato a raccoglierle. Erano parole che avevo respinto tanto quanto la realtà.
Avevo pensato un giorno che con facilità le avrei cancellate; una semplice linea di penna, messa sopra, ne avrebbe nascosto le lettere e mascherato significati.
Poi toccò alla carta.
Pensai che l'appallottolarla potesse chiudere definitivamente quelle righe, stritolarle, strangolarle. Ucciderle.
Ma fui così ingenuo da non pensare che così le avrei preservate ancor di piu'; dal mio sguardo, da quello altrui, dalla polvere...
Un taglio. Sarebbe bastato un semplice taglio.
Fare in 32 pezzi quel foglio, sarebbe stato sufficiente a far morire il passato.
Ma, chissà come mai, il passato non muore mai...
Torna sempre sul "luogo del delitto"; la vita.
Da perfetto assassino lascia che sia il tempo il suo unico complice.
Il tempo...
Infinito, silenzioso, incalzante. Perfetto.
Ma Cronos - da buon greco - torna sempre al punto di partenza.
Ciclico, si mangia la coda e di essa s'alimenta.
La coda...il suo passato.
Ecco l'unico frutto che la vita rinnova con se stessa.
Ecco il frutto maturare, lentamente, e divenire sempre piu' grande, e ancora piu' grande...
La vita in fondo non è che il passato che cresce e che si fagocita i nostri frammenti di presente.
Il futuro è lo scarto che rimane; il tempo di attesa tra una pietanza ed un'altra, tra un presente e l'altro.
Ma se quel foglio appallottolato non è piu' lo "scarto" del mio passato, se è diventato esso stesso un nuovo foglio, una pagina numerata dentro un libro e dopo un titolo, ora so che è passato anch'esso, bloccato da una data di stampa su un passato piu' recente -si - ma pur sempre passato.
Ma Cronos impera...
Il tempo, fermato sui versi d'una pagina stampata, si rinnova.
Ed ecco farsi futuro negl'occhi di altri piu' giovani lettori che verranno; eccolo concedersi come una puttana le cui cosce son le copertine.
Sotto, niente mutande. Tutto in vista, senza pudore.
Ci si concede nelle pagine perchè "si è amato" ma, anche, per "sentirsi amare"...
"I poeti sono privi di pudore verso le loro esperienze interiori: le sfruttano."
[Friedrich Wilhelm Nietzsche]
"Mi sferza l'anima al pensiero. Colei che a tutti prima o poi si concede."
[da "Istantanee di Pensiero" - Rossana Abis, 2005]
